ventunomarzo

Tuesday, March 28, 2006

sciopero generale in Francia: quando in Italia?

Mentre in Italia si continua a non lavorare, a lavorare gratis, a lavorare al nero, a lavorare legalmente a 500 euro al mese, la Francia sciopera. La situazione italiana e' ben peggiore: senza sussidio di disoccupazione, senza scuole di formazione professionale, senza soldi per la ricerca, le uniche fonti di reddito per i giovani- laureati o meno- rimangono il call-centre, lo spaccio, il lotto e lo scippo. Ma poi la sera tutti in famiglia a vedere la TV.
Il bel paese non e' ancora disposto a calare la maschera infimo-borghese che indossa da piu' di vent'anni. Ed e' tutto quel che gli e' rimasto, questo sentirsi classe media che annacqua ogni rivendicazione: la piazza non si addice ad aspiranti consulenti finanziari, garzoni d'avvocato, architetti e chirurchi, come vuole la mamma.
L'Italia andra' ancora piu' a fondo, senza che i suoi giovani ritrovino la forza di incazzarsi, anestetizzati come sono da chili di ashish, legale di fatto da decenni. Deresponsabilizzati da sempre, invecchieranno vestiti tutti uguali, perche' sono apolitici e teledipendenti, acritici e superficiali per scelta, per potersi almeno sentire un po' felici, godersi il sole e l'estate che viene. Nemmeno un briciolo di forza morale per alzare la testa e riprendersi un po' del proprio futuro, come stanno facendo in Francia.

1 Comments:

Blogger Jacopo Boleto said...

Joyce al posto della televisione?

Non solo manca il senso di responsabilita`, ma la mediocrita` cronica di una generazione sta diventando ormai stucchevole. Eppure basterebbe soffermarsi
su qualche suggestiva pagina di letteratura per avere una consapevolezza piu` profonda dell'"apatia" in cui siamo immersi. Nei suoi racconti dublinesi Joyce
dipinge la paralisi struggente di un popolo, l'anomalo e raccapricciante
immobilismo di una classe che si rifugia nelle proprie stamberghe
intellettuali. E` passato ormai un secolo da allora, eppure dobbiamo fare i
conti con le stesse dinamiche, la stessa fiacchezza, il medesimo tipo di
"acriticita`". Si tratta di una pure conseguenza del perbenismo cattolico che
pervade la nostra cultura, oppure si nasconde dietro qeusta maschera un piu`
profondo senso di inadeguatezza?

2:28 PM  

Post a Comment

<< Home